Il
Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1 ha una lunga
storia alle spalle. Nei primi anni di campionato del mondo,
la 500 Miglia di Indianapolis era una delle prove del calendario,
anche se molto spesso veniva disertata dai piloti europei.
Per questo motivo, nel 1961 la 500 Miglia venne cancellata
dal calendario di Formula 1. In seguito il Gran Premio ha
avuto diverse sedi, tra cui il circuito di Watkins Glen,
il tracciato cittadino di Long Beach, e circuiti estemporanei
nelle città di Dallas, Detroit e Phoenix.
Il
Gran Premio degli Stati Uniti del 1984 ebbe la denominazione
ufficiale di Gran Premio di Dallas per distinguerlo dal
Gran Premio di Detroit, ma nell'albo d'oro è stato
inserito ufficialmente nel Gran Premio degli Stati Uniti.
Il Gran Premio di Las Vegas, corso nel 1981 e nel 1982,
ha invece un suo albo d'oro poiché in quei due anni
ci furono altri due Gran Premi di Formula 1 corsi in America;
a Watkins Glen si correva il Gran Premio degli Stati Uniti-Est,
mentre a Long Beach si corse il Gran Premio degli Stati
Uniti-Ovest.
Per
nove anni non si è corso negli Stati Uniti (l'ultima
edizione a Phoenix fu nel 1991), poi nel 2000, su un'idea
di Tony George, proprietario del Indianapolis Motor Speedway,
si è tornati sulla celebre pista della 500 Miglia.
Fu costruito, all'interno del catino, un circuito che si
snoda tra i parcheggi e le strade di servizio per far correre
le attuali monoposto, circuito che utilizza in parte il
velocissimo anello (per la precisione la curva 1 e il rettilineo
di arrivo). La gara di Formula 1 gira in senso opposto alla
500 Miglia, così quella che nella corsa americana
è la curva 1, in Formula 1 diventa la piega conclusiva
del giro.
Il
circuito così risultante è lungo 4.192 mt.,
e viene percorso per 73 volte per un totale di 306,1 km.
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